Questione di ... Stili 2013 - III Edizione

Questione di stili è arrivato felicemente alla terza edizione, in un periodo così difficile non è poco, anche perché si sta già pensando all'edizione dell'anno successivo con idee nuove e molto interessanti. Quando i cari amici Maria Bruno e Guido Masini mi chiesero, tre anni fa, di creare un file rouge fra i vari concerti, presentandoli, la proposta mi interessò subito perché sono convinto che la musica è una e che si declina sotto varie forme e funzioni, che ogni genere convive con altri e che tutti gli stili hanno pari dignità fatta salva la qualità, sulla quale non si può transigere. Non sono io ad affermare la con-vivenza delle varie tendenze è la nostra epoca postmoderna ha mostrarci come le differenze di generi e di stili siano una ricchezza e non un problema, siamo in un età multiculturale e la musica non può certo alzare steccati che escludono questo o quello. E' passato il tempo dove regnava l'ideologia romantica del Grande Stile (anche se ancora oggi gli accademici arricciano il naso di fronte a tutto ciò che non è classico), controbattere alle impostazioni idealistiche, ideologiche, tecnicistiche, formalistiche è una battaglia di retroguardia ed è molto meglio invece sintonizzarsi sulle dinamiche molteplici della cultura e della musica di oggi. Ecco che la rassegna va a toccare, in una sorta di fusion programmatica, la canzone d'autore, l'omaggio a Giorgio Gaber e quello a Verdi e Wagner, lo swing e il jazz (rimane fuori la così detta musica colta contemporanea perché già eseguita nelle precedenti edizioni).

Gli interpreti sono stati scelti per la loro professionalità e per la passione, volutamente mettendo insieme professionisti affermati e corali in un positivo scambio di esperienze. La rassegna si vuole porre anche un obiettivo educativo ossia di avvicinare il pubblico e soprattutto i giovani a una musica di qualità, spesso i giovani si perdono nel mare magnum delle infinite offerte della musica pop, educare il loro orecchio, la loro mente e il loro cuore a discernere le cose che valgono da quelle che hanno solo un motivetto accattivante. In fondo, la musica serve a farci passare serate piacevoli ma soprattutto serve a renderci la vita più bella e noi più consapevoli del mondo che ci circonda.

Professor Renzo Cresti